Processi di produzione
sostenibile

Abbiamo iniziative già in atto per assicurare che le nostre attività produttive siano il più avanzate ed efficaci possibile per minimizzare le nostre emissioni di CO2, ridurre l’impatto dei nostri processi sui cambiamenti climatici e assicurare la sicurezza sul lavoro dei nostri dipendenti.

Lavoriamo il tonno sul luogo di pesca

Abbiamo scelto di lavorare il nostro tonno sul luogo di pesca: il tonno pescato nell’Oceano Indiano viene lavorato alle Seychelles, mentre quello pescato nell’Oceano Atlantico in Ghana. Lo cuociamo a vapore e lo conserviamo solo in olio d’oliva per preservare la sua naturale ricchezza nutrizionale e il suo sapore unico.

Più di 50 controlli diretti in tutte le fasi produttive.

Scegliamo metodi di pesca sostenibili

Tutto il tonno utilizzato da Mareblu viene pescato secondo le seguenti modalità:

  • reti a circuizione (Purse Seine) senza l'ausilio di FAD nell'oceano Atlantico e Indiano;
  • reti a circuizione (Purse Seine) con FAD nell'oceano Atlantico e Indiano;
  • pesca a canna (Pole & Line) nell'oceano Atlantico.

L’impiego responsabile di queste modalità di pesca e l’esclusione di modalità di pesca non sostenibili, come ad esempio la pesca a strascico o la pesca con palamiti, ci permette di ridurre le catture accessorie e di contribuire alla salvaguardia delle specie e dell’ecosistema marino. Dal 2015, chiediamo a tutte le navi della nostra flotta di distribuire FAD di nuova generazione (non-entangling FAD), in grado di ridurre fino al 90% il rischio di catture accessorie.

Durante le operazioni di pesca è possibile che vengano catturate in maniera accidentale anche specie non bersaglio. La probabilità che questo avvenga dipende in larga misura dalla modalità di pesca impiegata. Mareblu non adotta le modalità di pesca che comportano maggiori rischi di catture accessorie, come la pesca a strascico o la pesca con palamiti, ed è in prima linea nella sperimentazione di nuove tecnologie per ridurre le catture accessorie che si possono verificare pescando con reti a circuizione.

Con l’acronimo FAD si indicano i Fish Aggregating Devices, oggetti galleggianti in grado di attirare il tonno. La pesca con FAD permette di ridurre il tempo che i pescherecci devono trascorrere in mare, garantendo così un’ottima conservazione del prodotto e un impatto in termini di produzione di CO2 inferiore grazie ai minori consumi di combustibile da parte delle navi.
Come gli altri metodi di pesca, anche la pesca con FAD fa sì che vengano catturate anche specie non target (by-catch), comprese alcune specie protette come squali.
Negli ultimi anni, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie come i non-entangling FAD, ossia dispositivi costruiti in modo da ridurre la possibilità che esemplari di specie non bersaglio rimangano impigliati nelle reti, la percentuale di catture accessorie di specie a rischio registrata dai pescherecci Mareblu è scesa costantemente, fino a toccare quota 0,05%.

Pesca a canna (Pole & line)
Pesca a circuizione (con e senza FAD)
Longline
Pesca a strascico

Ci impegniamo a ridurre l’impatto ambientale delle attività di pesca

Mareblu è attiva nella sperimentazione di nuove tecnologie e nell’applicazione di procedure in grado di ridurre l’impatto ambientale delle attività di pesca. Stiamo sperimentando l’utilizzo di FAD biodegradabili, composti di fibre naturali, che non rappresentano una minaccia per l’inquinamento degli oceani.
Inoltre, abbiamo limitato a 250 il numero di FAD utilizzabile ogni anno da ciascuna imbarcazione della nostra flotta nell’oceano Atlantico, e adottato un approccio responsabile nell’utilizzo di questi dispositivi.

Fibre naturali
biodegradabili